vetri d'arte

RESTAURO DI VETRATE ARTISTICHE



Quando una vetrata si può definire antica.

Attualmente rientra nell'antiquariato la produzione risalente al periodo Liberty - Dèco - Art Nouveau. La tecnica di restauro utilizzata per queste vetrate, non si distacca molto da quella adottata per le opere del Quattro - Cinquecento. La deontologia professionale oggi, pone al primo posto il rispetto dell'opera originale, e la carta del restauro redatta dal Cuma, condanna i restauri di tipo sostitutivo, incoraggiando interventi di tipo conservativo.
Il restauro delle vetrate d'arte è un lavoro particolarmente affascinante e delicato. Non sono molti gli studi che possono affrontarlo. Le vetrate possono essere a soggetto sacro, provenienti da chiese o cappelle, oppure vetrate d'epoca profane, nella maggior parte dei casi sono di fine '800 o primi anni del '900. Queste provengono da abitazioni d'epoca signorili, e possono essere controvetri di finestre, portefinestre o porte interne all'abitazione.


Come inizia un restauro

Il laboratorio è il punto d'incontro di tutte le forze. Il committente esprime le proprie richieste, lo storico dell'arte dà le indicazioni, e il restauratore fornisce altre informazioni a quelle dello storico. Viene fatto un rilievo dello stato di fatto, fotografico e grafico, che è necessario per stabilire eventuali restauri precedenti, in genere sostitutivi anzichè conservativi. Si cerca di togliere o rimuovere le parti di restauro troppo violente, di recuperare, ricostruire e dare leggibilità all'opera, senza creare falsi storici. Uno dei problemi che si sono creati negli ultimi cento anni è legato al degrado delle parti dipinte, quindi al distacco delle grisaglie ( pitture) che è aumentato in modo esponenziale. Altro fenomeno che si sta verificando forse legato all'inquinamento o all'aumento della temperatura atmosferica, è la corrosione dei vetri, la carbonatazione, il vetro craterizza, cede all'atmosfera una parte delle proprie sostanze e quindi si corrode.

Foto di restauri: Castello Paraggi, Santa Margerita Ligure; villa del 600, Lombardo Brianza Monza.

Altri interventi di restauro (VEDI)


Tecniche di restauro

L'opera viene portata in laboratorio dove viene fotografata e spolverata delicatamente per evitare di asportare parti di pittura. Si effettua un rilievo dello stato di fatto, si segnano e si indicano tutte le fratture, le parti non autentiche. Queste ultime vengono asportate e rifatte con vetri che siano il più possibile simili agli originali. Si ricostruiscono le parti mancanti, per esempio un volto, una mano, osservando il tratto dell'artista, lo si ricalca con la pittura per ricreare la parte mancante. Certamente il risultato non è mai identico. A distanza la differenza non si percepisce, ma da vicino ci si rende conto del'intervento. Si ridà leggibilità all'insieme della vetrata, senza creare un falso storico. Il vetro viene tagliato esattamente secondo la forma della parte mancante e dipinto usando le grisaglie, il giallo d'argento, gli smalti. Le parti dipinte vengono poi cotte in forno e quindi incollate con colle trasparenti o legate a piombo. Le colle devono essere il più reversibili possibile, perchè tutti i restauri devono avere la caratteristica di reversibilità.

Il vetro è un materiale delicato ed è soggetto a rotture o danneggiamento. Tutto dipende dall’entità del danno: ad esempio nel caso di una vetrata rilegata a piombo è possibile sostituire il pezzo di vetro danneggiato Vetro: il degrado del vetro può essere semplicemente un deposito superficiale (nel caso di vetrate recenti), oppure una corrosione della superficie del vetro (nel caso di vetrate antiche o sottoposte a particolari condizioni). Se nel primo caso può bastare una semplice pulitura superficiale con solventi adatti, nel secondo è necessario effettuare analisi più approfondite e conseguenti avanzate tecniche di intervento, che qui non tratterò, rimandandovi alla documentazione messa a disposizione dal Curpus Vitrearum Medii Aevi. Per le vetrate dipinte un secondo aspetto ma molto più importante è il distacco della grisaglia, cioè la decorazione che dovrebbe resistere più di quanto spesso accade. Le motivazioni di questo distacco, e conseguente perdita del disegno, possono essere diverse; cause legate alla tecnica di realizzazione, o l'utilizzo di una grisaglia di scarsa qualità.
Cause legate ad un degrado atipico
– vetrate sottoposte ad importanti sbalzi termici giornalieri e stagionali
– vetrate esposte ad agenti di degrado antropologici (come lo scorretto utilizzo di detergenti o sistemi meccanici particolarmente aggressivi)
– vetrate esposte ad agenti atmosferici nel caso la grisaglia sia all’esterno come per il giallo-argento o se la grisaglia è stata erroneamente posta all’esterno.

Foto di restauri: vetrate di János Hajnal, S.S. Apostole del Sacro Cuore di Gesù Cassano delle Murge – Altamura.

Cause legate al degrado “naturale” del vetro, invece, si riscontrano soltanto sulle vetrate antiche e potrebbero comunque essere ricondotte alle precedenti descritte.
Per consolidare e fissare la grisaglia sono state utilizzate svariate diverse tipologie di resine. Le resine svolgono un ruolo molto importante nell’ambito del restauro del vetro: alcune resine epossidiche vengono utilizzate per la ricomposizione ed integrazione, altre per la saldatura di fratture. Meglio utilizzare resine epossidiche (solitamente bicomponenti) facendo attenzione che non scaldino troppo, oppure resine ad indurimento UV.
Dopo aver pulito e consolidato il vetro passiamo alla trama in piombo. Il piombo è un materiale che in condizioni “normali” si ossida solo in superficie, questa patina protegge il piombo da una ulteriore corrosione. Per questo motivo spesso troviamo il piombo in buono stato, tranne in alcuni casi specifici:
– Esposizione ad agenti atmosferici particolarmente intensi o con una particolare esposizione
– vicinanza al mare: elevata umidità ma soprattutto presenza di sali che impediscono la formazione della patina passivizzante (grigia) e favoriscono la formazione di altri ossidi di piombo (bianca)
- crepatura del piombo in corrispondenza ai punti di saldatura a stagno – distacco dei “rametti”, i fili di rame che ancorano il pannello ai tondini di sostegno con conseguente imbarcamento e deformazione dei piombi (e distacco delle tessere vitree)
- irrigidimento o eccessiva rigidità della stuccatura tra vetro e piombo con conseguente distacco della stessa e perdita di resistenza alle normali sollecitazioni.
Se il piombo è irrimediabilmente deteriorato allora sarà necessaria la sostituzione, operazione particolarmente invasiva che è sempre meglio evitare, altrimenti basterà, dopo il ricollocamento dei vetri mancanti e delle tessere restaurate e la rimozione degli ossidi, ripristinare la stuccatura. È molto importante sostituire, se deteriorato, il piombo perimetrale, fondamentale per la rigidità del pannello. Il ripristino della stuccatura tra vetro e piombo è importantissimo per garantire la tenuta agli agenti atmosferici e garantire una rinnovata rigidità. Una volta completato l’intervento sulla vetrata questa potrà essere ricollocata, possibilmente con l’aggiunta di un controvetro esterno, nel telaio originale, opportunamente modificato per l’alloggiamento del controvetro di protezione.

Questo il restauro a grandi linee. Il costo del lavoro dipende principalmente dal tipo di intervento necessario, dalle ore di manodopera (soprattutto in caso di vetrate dipinte a mano) e dal tipo di materiale utilizzato.